Family Life

Festival del Film di Locarno : un grande evento formato famiglia!

L’estate 2014  per molti verrà ricordata come la più piovosa di sempre ma, per me, sarà quella del  “FAI LA VALIGIA / DISFA LA VALIGIA”.

Per una serie di impegni lavorativi e di svago, io e mio figlio, abbiamo cambiato città ogni settamana scoprendo incantevoli luoghi.

La sorpresa più bella è stata sicuramente Locarno e il suo prestigioso Festival, giunto ormai alle 67° edizione.

Per gli addetti ai lavori il Festival del Film di Locarno è un punto di riferimento per incontri e prime mondiali di altissimo livello.

Entrando in città si nota subito il simbolo del Festival, un bellissimo leopardo, che con il suo pelo maculato dipinge la città di giallo e nero.

Red Carpet … tutto per me 😉

Il Pardo è anche il riconoscimento consegnato ai vincitori  del Festival e, da curiosa quale sono, ho cercato di capire il motivo di questa scelta.

Fino agli anni Sessanta il premio attribuito ai vincitori del concorso aveva tutt’altro aspetto: era una vela – in realtà una piccola barca a vela – in perfetta armonia con l’immagine della città lacustre. Nel 1968 la barca levò definitivamente gli ormeggi per lasciare il posto a una nuova statuetta, ideata dallo scultore locarnese Remo Rossi: il Pardo.

Perché un tale cambiamento di rotta? Nei due anni precedenti, per mancanza di accordo con la Federazione Internazionale delle Associazioni dei Produttori cinematografici, il Festival aveva dovuto sospendere il concorso internazionale. Ritornata la normalità, e probabilmente per voltare pagina, il comitato esecutivo del Festival volle istituire un nuovo premio.

Chi abbia avuto l’idea del Pardo, la storia non lo dice. Ma come mai proprio un (leo)pardo ? Gli anziani locarnesi risponderebbero in coro: «Perché è il simbolo di Locarno!»

In effetti, osservando da vicino l’emblema della città, è facile notare un quadrupede, propriamente un leone, seduto sulle zampe posteriori, che tiene lo stemma municipale. Inoltre, la parola «Pardo» in italiano, termine adottato dal Festival per designare il premio, indica un animale mitico che lo distingue dal «leopardo» della savana.

Ma questo Pardo che nel mese di agosto dona i suoi colori alla città e premia i migliori film della manifestazione da quasi 40 anni, non sarà forse un miraggio, una creatura inventata di sana pianta dal cinema? Forse.

Anche se alcuni storici azzardano una spiegazione iconografica: per molto tempo, l’emblema di Locarno sfoggiava un leone irriconoscibile, smagrito e quasi privo di criniera. I locarnesi presero a chiamare «Pardo» quell’animale raffigurato in piedi, in una posizione molto felina. E ben presto, di leoni non si parlò più.

La particolarità del Festival del Film di Locarno è sicuramente la location delle proiezioni: durante i dieci giorni della manifestazione, Piazza  Grande, la piazza principale di Locarno,  accoglie circa 8.000 spettatori.

 

Festival del Film di Locarno – Piazza Grande

Questo tipo di ambientazione permette alle famiglie di partecipare alle serate in serenità anche con bambini piccoli.

Un consiglio: scegliete con cura il film che andrete a vedere perchè, ovviamente, non tutti i film in palinsesto sono adatti ai bambini.

DIFRET : UN FILM PRODOTTO DA ANGELINA JOLIE DEDICATO AL CORAGGIO DELLE DONNE ETIOPI

Un film, una lotta esemplare, coraggiosa, per il rispetto e la dignita’”.

Didier Burkhalter, Presidente della Confederazione Elvetica

Difret è una parola polisemica che sintetizza molto bene le due principali tematiche affrontante in questo bellissimo lungometraggio di Zeresenay Berhane Mehari.

Da una parte c’è il “CORAGGIO” di Hirut, una ragazza quattordicenne che viene rapita e violentata dall’uomo che vuole sposarla. La giovane, per difendersi, ucciderà il rapitore, rischiando la condanna a morte per omicidio.

Grazie a un’avvocatessa che si batte per i diritti delle donne, Hirut sfiderà usanze e leggi per difendere la sua libertà a decidere del proprio destino.

“Sfidare concetti tradizionali è importante, ci vuole tempo ma è possibile” – ha commentato Navy Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani durante il dibattito al termine della proiezione – “anche in Europa avvenivano matrimoni forzati e credo sia possibile anche per i Paesi in via di sviluppo e in particolare per l’ Africa, arrivare al rispetto dei diritti umani e dell’ individuo. L’ importante è la consapevolezza sempre maggiore che le giovani donne oggi hanno, e il non volere piu tornare indietro »

Dall’altra c’è lo “STUPRO”, utilizzato sistematicamente ancora oggi in molti Paesi.

Nelle zone di guerra, si registra un tipo specifico di violazione che quasi sempre rimane impunito: la violenza sessuale contro le donne e le bambine (ma anche contro gli uomini e i bambini), spesso impiegata come arma di offesa bellica.

Il fenomeno della violenza sessuale non è tuttavia circoscritta al solo tempo di guerra, poichè può capitare che continui anche dopo la fine delle ostilità.

Sebbene siano stati fatti alcuni passi avanti nella lotta contro l’impunità della violenza sessuale, questa rimane una delle maggiori sfide sull’agenda internazionale.

LA STORIA DEL FESTIVAL DEL FILM DI LOCARNO

Fondato nel 1946, il Festival del film Locarno è uno dei più antichi del mondo insieme a Venezia e Cannes. Ideato come occasione per scoprire nuovi talenti e nuove tendenze, Locarno ha saputo conquistarsi un posto di primo piano sulla scena internazionale, un trampolino di lancio fondamentale per le nuove generazioni del cinema mondiale. Locarno ha spesso riconosciuto, prima di tutti gli altri, la genialità di giovani registi provenienti da tutti gli angoli del mondo – talvolta sin dai loro primi cortometraggi – che sono successivamente saliti alla ribalta imponendosi come i principali filmmakers della loro generazione, ne sono un esempio Claude Chabrol, Stanley Kubrick, Paul Verhoeven, Milos Forman, Marco Bellocchio, Glauber Rocha, Raul Ruiz, Alain Tanner, Mike Leigh, Bela Tarr, Chen Kaige, Edward Yang, Aleksander Sokurov, Atom Egoyan, Jim Jarmusch, Spike Lee, Gregg Araki, Catherine Breillat, Abbas Kiarostami, Gus Van Sant, Pedro Costa, Fatih Akin, Claire Denis, Kim Ki-Duk e molti altri.

Il Festival è riuscito a rimanere fedele alla sua vocazione. Con un passato illustre alle spalle e uno sguardo che punta deciso al futuro, il Festival del film Locarno è, ora più che mai, sinonimo di scoperta e innovazione. Attento a tutti gli sviluppi del cinema contemporaneo e sempre alla ricerca delle produzioni più innovative del momento, il Festival è rinomato per la sua programmazione, aperta e impegnativa al contempo, che vanta numerose prime mondiali e internazionali.

Dai campioni di incassi degli studios alle pellicole totalmente indipendenti, dai film di genere al cinema sperimentale fino ai migliori documentari e cortometraggi, la selezione di Locarno segna il passo presentando ogni anno i più grandi autori di oggi e di domani.

Autore: Marta Ferrari

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